FRANCESCO FARSONI

Chiamala biografia questa. Metto quello che viene, perché è più trasparente.


Testa e Cuore. Dal 1983.

Non credo serva molto altro nella vita, escluse le cose ovvie. Salute ecc. Ma bisogna mettercele per davvero. Ma davvero. Perché altrimenti i castelli crollano. Perché bisogna esserci. Quando serve davvero.


L'attitudine positiva porta positività. E viceversa.

Odiavo andare a scuola. Lavoro in una scuola. Lo chiamano Karma, io la chiamo seconda opportunità. E questa la mangio.

Alle medie però ho imparato a dire la mia. Quanto fa zero diviso zero? Ed ho imparato che ho ragione. Spesso. Molto spesso, stronzi.


Le canzoni sono momenti, ovvio e banale. Ma.
Venditti, Gianna Nannini e i Queen mi riportano mio papà. Sulla Lancia Prisma, stiamo andando al mare.
De André mi riporta mia zia Mary.
La PFM e Jannacci sono Diego.
Credo di aver perso già un buon numero di persone. Non me lo meritavo, quantomeno non così.

Ho bisogno degli amici. Da solo non combino nulla. Da solo sono intimo. Pensavo saremmo stati inseparabili, invece il tempo fa il suo corso, come accadeva a "quelli più grandi"


La scintilla con la musica, quella suonata, è scoccata grazie agli amici, nel 2003, gli "Omini del cervello". Claudio, Paolo, Salvatore e Luana. Poi Marzio. Poi Tiziano. Poi un po' Chiara. Poi pausa.
Poi Salvo & Imprevisti. Sempre Paolo, sempre Claudio, sempre Salvatore, ancora Marzio, Sandro.
Poi il 2011, il richiamo de "Le grandi labbra di Elvis".

E la conseguenza, i Tirlindana. Li adoravo. La paura di non goderseli come dall'altra parte del palco.
Simone, Andrea, sempre Paolo. Innegabile l'inadeguatezza tecnica rispetto ai predecessori seduti su quello sgabello.
Però.
Però forse è proprio da lì che ho capito. Il coraggio, il lavoro e la passione possono colmare molti vuoti. Testa e Cuore. Per davvero.


Se uno sta facendo una stronzata, "per il quieto vivere non dirglielo". Wow. Wow, wow, wow.


Vivo in Valsolda, sul lago di Lugano (Ceresio per quelli con la puzza sotto al naso). Ogni mattina lo vedo. Credo che più lo spazio visibile sia corto, così anche la mente di chi lo vive rischia di esserlo. Quelli del lago Maggiore, molto più ampio, pensano sicuramente più in grande. Chissà quelli che hanno il mare. Chissà quelli dell'oceano.


Sì, il mio (ma anche quelli nel raggio di almeno 50km) è un paese per vecchi. Ho sognato una volta di provare a fare qualcosa per rianimare. Mi sono ritrovato ad invecchiare.


Datemi qualcosa da fare, fatemi usare la testa. Le braccia magari no. Ma la testa corre. A volte ascolto anche gli altri. Si capisce se una proposta mi piace, si capisce se una proposta non mi piace.


Non ho mai amato la batteria. Perlomeno, non l'ho mai amata fino in fondo. In realtà forse è perché non ho mai voluto esercitarmi, non ho mai voluto conoscerla davvero e chissà, diventarne amante.

Però dalla batteria ho imparato un sacco. Che non si può avere paura di un palco, non si può avere paura di fare ciò che ci piace. Che a volte bisogna lasciare che i protagonisti siano altri. Che serve qualcuno che mandi avanti la baracca, sempre e comunque. Nell'ombra. Anche se ad un certo punto sei stufo di non vedere il pubblico, ma solo il culo dei tuoi compagni di viaggio.


Si può piangere. Anche scrivendo una non biografia.